http://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2013/09/27/news/decreto_cultura-67419248/
"Tutti (o quasi) sono concordi nel ritenere "Valore cultura" un cambio positivo nell'operato del Ministero dei Beni Culturali rispetto al passato: un progetto di regole per il settore dello Spettacolo e della Cultura più consapevole e attento, con tanto di plauso al ministro Massimo Bray che lo ha voluto. Ma non è tutto rose e fiori. Perché allo stesso tempo quel decreto che entro l'8 ottobre dovrà diventare legge dello Stato (è stato approvato dal Senato e ora è in discussione alla Camera) pena la decadenza, è considerato "un disastro", "una sciagura", specie se dovesse passare così come è senza emendamenti.
TEATRI E SPENDING REVIEW. Sotto accusa in particolare la norma per cui le fondazioni di Spettacolo pubbliche vengono equiparate a enti della pubblica amministrazione, inserite cioè nell'elenco Istat degli enti soggetti ai tagli della spendig review. "Una follia" l'ha definita il sovrintendente del Regio di Torino, Walter Vergnano che pure dà una valutazione complessiva positiva del decreto "Valore Cultura", ma come altri teatri ha fatto ricorso al Tar. L'effetto di questo provvedimento bloccherebbe di fatto la macchina produttiva di quei teatri. Per fare degli esempi: tra le consegue ci sarebbe che in caso di dieci giorni di malattia i lavoratori percepiscono solo la parte fissa e non variabile della retribuzione, come è per il pubblico impiego. Non solo: una parte dei contributi dello Stato verrebbe tagliata o restituita come taglio sui consumi intermedi dei teatri. "Sono fiducioso che prevalga il buon senso non c'è nessuna ragione per cui le nostre fondazioni siano in quell'elenco", ribadisce Vergnano. Ben più decisa la critica che arriva da Milano e in particolare dal Piccolo Teatro di Milano che nei prossimi giorni ha convocato con urgenza l'assemblea dei soci (Regione e Comune, con il sidaco Pisapia e il governatore Maroni già si sono espresse a sostegno del teatro). Dice il direttore Sergio Escobar: "la sostanza è che il Piccolo, se non vengono accolti gli emendamenti, sarebbe trattato alla stregua di un ufficio anagrafe, impedendoci di fatto di continuare a essere virtuosi anche sul piano dei bilanci, da sempre in pareggio". Ma proprio in merito al taglio dei consumi intermedi dei teatri, ieri il Mibac ha precisato che la norma in questione non è contenuta nel decreto "Valore cultura", bensì nella legge per la spending review e che il decreto ha ridotto i tagli del 2%. Dice il comunicato ministeriale. "Su tale questione, che penalizza fortemente molte prestigiose istituzioni culturali del Paese, il Ministero cercherà soluzioni amministrative da condividere anche con l'Istat, affinché non vengano penalizzate le istituzioni che dimostrano da anni la capacità di conciliare la qualità artistica con una gestione ordinata".
FONDAZIONI LIRICHE. "Valore Cultura" salva i teatri che
stavano rischiando di chiudere. Il decreto assegna infatti un fondo
straordinario di 75 milioni per le fondazioni liriche in difficoltà, e le prime
a salvarsi sono il Maggio fiorentino e il Carlo Felice.Inoltre nel criterio di
assegnazione del Fus (Il fondo unico per lo spettacolo) il 25 % della quota
che spetterà al settore lirico premierà quelle in grado di assicurare qualità
artistica e festival: solo due rispondono a questo requisito per ora, guarda
caso Arena Di Verona e ancora una volta Maggio Fiorentino, superbenedetto dal
decreto governativo.Chi si sente penalizzato come il San Carlo di Napoli ha già
dato il via alle proteste. "Napoli umiliata dal Decreto Valore
Cultura": è scritto su uno striscione affisso oggi davanti al teatro dove
i lavoratori hanno indetto lo stato di agitazione perchè considerano che il dl
"Valore Cultura" non abbia considerato i problemi economici del loro
teatro. Per questo è stata cancellata l'apertura della stagione sinfonica di
stasera che celebrava anche il settantesimo anniversario delle Quattro Giornate
di Napoli, alla quale avrebbe preso parte anche il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano. Ieri il ministro Bray aveva dato una prima risposta ai
lavoratori: "Sono consapevole dei sacrifici che il Teatro San Carlo e i
suoi lavoratori hanno affrontato negli ultimi sei anni per salvare il teatro ed
ottenere positivi risultati economici e produttivi. Così come so bene che il
debito patrimoniale, accumulato negli ultimi decenni dal teatro più antico
d'Europa, va affrontato nel medio lungo periodo".
Secondo il ministro il San Carlo rientra tra le fondazioni virtuose, quelle cioè che sono in pareggio di bilancio da tre anni, che secondo il decreto (e questo è un altro punto a suo favore) beneficeranno di una quota aggiuntiva pari al 5% rispetto alla quota loro spettante del Fondo unico spettacolo.
Ma ci sono altri cambiamenti meno positivi: una forte centralizzazione che anche i sindacati (lo sottolinea Silvano Conti della SLC- Cgil) giudicano con un certo scetticismo. Il consiglio di amministrazione diventa "comitato di indirizzo" e i membri diventano sette. In questo nuovo assetto è facile prevedere una riduzione del numero di rappresentanti degli sponsor privati, mettendo così a rischio anche la motivazione di una loro sponsorizzazione. Lo sottolineano alla Scala che ogni anno raccoglie dagli sponsor privati 34 milioni di introiti che sommati ai 31 milioni cuirca della biglietteria fanno delle risorse proprie del teatro il grosso del bilancio. Ma è anche vero che il testo del decreto stabilisce che un privato per essere nel comitato di indirizzo debba dare una crifra pari ad almeno il 5 per cento di quanto versa lo Stato, che è anche meno di quanto prevede lo Statutto attuale della Scala.
Altra pecca del decreto secondo molti, la nomina dei sovrintendenti, nominato dal ministro, anche se su indicazione del comitato di indirizzo. E così pure la cancellazione della contrattazione integrativa che penalizerebbe i lavoratori.
CINEMA: dai 90 milioni destinati al tax credit il Senato ne aggiunge altri 20 e il fondo sale 110 milioni. In base ad un emendamento del Senato, al fondo potranno accedere anche la fiction e l'audiovisivo.
MUSICA: liberalizzata la musica dal vivo nei locali con meno di 200 spettatori. Per le esibizioni basterà l'autocertificazione allo sportello unico delle attività produttive del comune di apartenenza. L'esenzione è completa se l'esibizione è promossa da una onlus. Sarà inoltre introdotto un tax credit pari a 5 milioni di euro
Secondo il ministro il San Carlo rientra tra le fondazioni virtuose, quelle cioè che sono in pareggio di bilancio da tre anni, che secondo il decreto (e questo è un altro punto a suo favore) beneficeranno di una quota aggiuntiva pari al 5% rispetto alla quota loro spettante del Fondo unico spettacolo.
Ma ci sono altri cambiamenti meno positivi: una forte centralizzazione che anche i sindacati (lo sottolinea Silvano Conti della SLC- Cgil) giudicano con un certo scetticismo. Il consiglio di amministrazione diventa "comitato di indirizzo" e i membri diventano sette. In questo nuovo assetto è facile prevedere una riduzione del numero di rappresentanti degli sponsor privati, mettendo così a rischio anche la motivazione di una loro sponsorizzazione. Lo sottolineano alla Scala che ogni anno raccoglie dagli sponsor privati 34 milioni di introiti che sommati ai 31 milioni cuirca della biglietteria fanno delle risorse proprie del teatro il grosso del bilancio. Ma è anche vero che il testo del decreto stabilisce che un privato per essere nel comitato di indirizzo debba dare una crifra pari ad almeno il 5 per cento di quanto versa lo Stato, che è anche meno di quanto prevede lo Statutto attuale della Scala.
Altra pecca del decreto secondo molti, la nomina dei sovrintendenti, nominato dal ministro, anche se su indicazione del comitato di indirizzo. E così pure la cancellazione della contrattazione integrativa che penalizerebbe i lavoratori.
CINEMA: dai 90 milioni destinati al tax credit il Senato ne aggiunge altri 20 e il fondo sale 110 milioni. In base ad un emendamento del Senato, al fondo potranno accedere anche la fiction e l'audiovisivo.
MUSICA: liberalizzata la musica dal vivo nei locali con meno di 200 spettatori. Per le esibizioni basterà l'autocertificazione allo sportello unico delle attività produttive del comune di apartenenza. L'esenzione è completa se l'esibizione è promossa da una onlus. Sarà inoltre introdotto un tax credit pari a 5 milioni di euro
anche sulla musica per promuovere giovani artisti
e compositori emergenti.
DONAZIONI PIù' FACILI: le donazioni fino a 10 mila euro in favore della cultura potranno essere effettuate senza oneri amministrativi a carico del privato."
DONAZIONI PIù' FACILI: le donazioni fino a 10 mila euro in favore della cultura potranno essere effettuate senza oneri amministrativi a carico del privato."

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