sabato 19 ottobre 2013

"L’ANIMA VOLA", il nuovo album di Elisa Toffoli


Elisa presenta il suo nuovo lavoro alla Feltrinelli di Milano




Il mio intento non era di raccontarvi di aver trascorso le ultime ore della mia lunga e stancante giornata passata correndo per le vie di Milano alla Feltrinelli, per la presentazione del nuovo disco di Elisa, ma è esattamente quello che sto per fare.

È stata un’assoluta curiosità che mi ha spinto a resistere per tre ore i piedi, con uno zaino pieno di libri sulle spalle, schiacciata tra la ressa di fans incavolati dopo aver scoperto che, dalle disposizioni della cantante stessa, solo i primi 120 acquirenti del disco e del relativo “braccialetto verde” avrebbero potuto accedere al firma- copie.
La curiosità a volte può spingerti all’autolesionismo, ma ancora una volta ribadisco che non è ciò di cui voglio scrivere.






Elisa parla del suo ultimo disco, L’anima vola; ne parla con estrema serenità e non risparmia la narrazione di dettagli, il cui punto di partenza è la descrizione della casetta di campagna che ha deciso sarebbe stata origine fisica del suo lavoro, dove l’emozione avrebbe dovuto scaturire - una musica che potesse metterla alla prova prima che qualsiasi altro ascoltatore.







Mi fa sorridere la semplicità che i suoi gesti lasciano trasparire; la sua voce parla quasi con distinta gaiezza delle ore di isolamento passate al pianoforte, cantando note prive di parole, della sfida che un artista lancia a se stesso: cercare di colpire la propria interiorità, ricercare senza conoscere e generare immagini emotive, sorprendenti, luminose.

E poi canta accompagnata dalla sua chitarra e dal piano e non è la sua voce a colpirmi, certamente particolare e penetrante, ma l’energia che da quella piccola figura di donna si genera, dalla risata che accompagna l’inizio di quei momenti di improvvisazione.
L’album l’ho ascoltato interamente: è composto di inediti per la prima volta interamente cantati in italiano e contiene le collaborazioni con Giuliano Sangiorgi, Tiziano Ferro, Ligabue ed Ennio Morricone per la colonna sonora del film di Tarantino, “Django Unchained”. Ricorrono i suoni e i riverberi delicati, ma al contempo sostenuti da quell’energia da cui sono stata investita e che ha generato in me alcuni istanti di commozione e di ricchezza empatica.





Proporre il nuovo disco di Elisa non pretende che l’ascolto sia innovativo, sorprendente dal punto di vista della proposta musicale o dell’arrangiamento, eppure nasce dalla convinzione di potervi ritrovare una bellezza di pensiero e purezza di suono e voce che, in questo momento storico, potrebbe esserci necessaria nel prendere coscienza anche solo di un’ immagine che pensavamo di avere perduto. 



Giulia

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