Elisa presenta il suo nuovo lavoro alla Feltrinelli di Milano
Il mio intento non era di
raccontarvi di aver trascorso le ultime ore della mia lunga e stancante
giornata passata correndo per le vie di Milano alla Feltrinelli, per la
presentazione del nuovo disco di Elisa, ma è esattamente quello che sto per
fare.
La curiosità a volte può
spingerti all’autolesionismo, ma ancora una volta ribadisco che non è ciò di
cui voglio scrivere.
Elisa parla del suo ultimo
disco, “L’anima vola”; ne parla con estrema serenità e non risparmia la
narrazione di dettagli, il cui punto di partenza è la descrizione della casetta
di campagna che ha deciso sarebbe stata origine fisica del suo lavoro, dove l’emozione
avrebbe dovuto scaturire - una musica che potesse metterla alla prova prima che
qualsiasi altro ascoltatore.
Mi fa sorridere la semplicità
che i suoi gesti lasciano trasparire; la sua voce parla quasi con distinta
gaiezza delle ore di isolamento passate al pianoforte, cantando note prive di
parole, della sfida che un artista lancia a se stesso: cercare di colpire la
propria interiorità, ricercare senza conoscere e generare immagini emotive,
sorprendenti, luminose.
E poi canta accompagnata
dalla sua chitarra e dal piano e non è la sua voce a colpirmi, certamente
particolare e penetrante, ma l’energia che da quella piccola figura di donna si
genera, dalla risata che accompagna l’inizio di quei momenti di
improvvisazione.
L’album l’ho ascoltato interamente:
è composto di inediti per la prima volta interamente cantati in italiano e
contiene le collaborazioni con Giuliano Sangiorgi, Tiziano Ferro, Ligabue ed
Ennio Morricone per la colonna sonora del film di Tarantino, “Django Unchained”. Ricorrono i suoni e i
riverberi delicati, ma al contempo sostenuti da quell’energia da cui sono stata
investita e che ha generato in me alcuni istanti di commozione e di ricchezza
empatica.
Proporre il nuovo disco di Elisa non pretende che
l’ascolto sia innovativo, sorprendente dal punto di vista della proposta
musicale o dell’arrangiamento, eppure nasce dalla convinzione di potervi
ritrovare una bellezza di pensiero e purezza di suono e voce che, in questo
momento storico, potrebbe esserci necessaria nel prendere coscienza anche solo
di un’ immagine che pensavamo di avere perduto.
Giulia





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