sabato 23 novembre 2013

Aspettando l'isola: Il Barocco Siciliano

Il Barocco Siciliano visto dagli occhi di Philippe Daverio


Un pomeriggio come gli altri, l'immagine e il profumo della mia Terra mi vengono a cercare nella  stanza milanese, tana contro il freddo invernale; basta un video postato su internet e il desiderio di visione, palme alte e aristocratici profili, mi assale nel breve tempo di un sorso di tè.
Il critico d'arte Philippe Daverio, in una delle puntate della sua trasmissione Passpartout, tratta dell'arte della "mescolanza", il Barocco, in un'isola che nasce dall'avaro susseguirsi di "baroccheggianti" e bizzarri popoli del Mediterraneo, ciascun di per sé ostinato a lasciare i segni del proprio imperare.
Le parole di Vincenzo Consolo, grande scrittore siciliano a me caro venuto a mancare lo scorso anno, aprono le immagini di un'arte che fa trasparire quel "sapore costante di decadenza" che la Sicilia emana in ogni suo scorcio.

" Il Trionfo della Morte" Autore sconosciuto, XV sec
Fontana Pretoria o "Piazza della Vergogna" Palermo
Eccomi a Palermo, con Palazzo Abatellis e il "Trionfo della Morte", la Fontana Pretoria e i suoi pudici nudi e poi a Catania che, dopo la ricostruzione del 1693 a causa del terremoto, viene ricostruita urbanisticamente e architettonicamente nel segno del barocco e de "l'ottica teatrale", visibile in ogni angolo di chiese e palazzi, fra cui la splendida sede dell'Università e la via Etnea.


Via Etnea, Catania



Un salto e mi trovo nuovamente a Palermo, dove il teatro apre la scena col maestro dell'arte degli stucchi, Giacomo Serpotta; presso l'Oratorio di S. Lorenzo egli immagina e riesce a unire il bianco dello stucco con l'oro del divino in ramificazioni sinuose e sensuali, dove le Età, il Nudo, il Divino danzano insieme.
Oratorio di S. Lorenzo , Palermo


In fine, il Barocco del presente con due artisti siciliani che vivono e ascoltano ancora oggi gli echi delle conquiste arabe, normanne, spagnole, austriache.
Vincenzo Nucci 

Vincenzo Nucci, pittore che ha scoperto lontano dalla propria casa la "luce della Sicilia" e ne racconta nei suoi quadri, e Antonio Calascibetta, disegnatore, che crea personaggi grotteschi, la folla, simbolo della decadenza sicula.
La mia visione è finita, il profumo ha abbandonato le mie narici e mi ritrovo sullo stesso divano, nella stessa stanza. Spero di avervi fatto anche solo disperare di sentire quell'odore, quei colori, quelle linee sinuose...

Momò Calascibetta, Piazza della Vergogna, acrilico e matita{1986 – 1987}


http://www.youtube.com/watch?v=OBtTWT__OPg&feature=share

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