sabato 16 novembre 2013

Il genio di Warhol in mostra a Milano




Avrei voluto scrivere questo articolo ieri sera, di ritorno da Palazzo Reale, ma le mie buone intenzioni sono collassate insieme a me sul divano.

Siccome non sarà né la prima né l'ultima volta che trascorrerò i miei giovedì (l'unico giorno libero! Sigh.) a zonzo, da mattino a sera, per mostre, in vista dell'esame di Storia dell'Arte Contemporanea, ho pensato di dare inizio ad una nuova rubrica: arThursday - diari d'arte (i termini inglesi si prestavano molto al giochetto linguistico in questione... ma che ve lo dico a fare, voi che siete anglofoni e capite al volo!). Che ve ne pare? Vi piace il logo? :)



Comunque, tornando a noi. La prima tappa del mio arThursday ha visto protagoniste le due mostre di Palazzo Reale inserite nel programma Autunno Americano di cui avevo già avuto modo di parlarvi qui.




Se della mostra Pollock e gli Irascibili vi aveva già raccontato Giulia in questo post, la monografica su Warhol è novità per il blog.

Da profana, dico che è indubbiamente la mostra più bella che io abbia visto fino ad ora.
E non lo dico perché si tratta del maestro della pop art americana, che qualcuno ha definito più famoso di Picasso perché "se di Picasso non sempre si riesce a legare un'opera al nome, per Warhol questo non accade, le opere di Warhol sono immediatamente riconoscibili a tutti", no. Lo dico perché questa mostra è molto più di un insieme di opere, è l'intimo racconto dell'artista attraverso la persona di Peter Brant, collezionista e grande amico di Warhol.

Mi rendo conto che può suonare stucchevole ma, nonostante Milano abbia recentemente ospitato, al vicino Museo del Novecento, Andy Warhol's Stardust - una temporanea che raccoglieva diverse stampe dalla Collezione Bank of America Merrill Lynch - , questa mostra costituisce davvero la rara occasione per il pubblico di conoscere il Warhol intimo che si nasconde dietro alla star. La storia raccontata attraverso le oltre 150 opere presenti è quella di un'amicizia nata e cresciuta sotto il segno di una vivacità artistica e intellettuale condivisa, resa così vicina e reale dal fatto che Peter Brant stesso ha curato la mostra, avvalendosi dell'aiuto del critico d'arte e curatore Francesco Bonami.
 
Non è solo l'incredibile collezione di tele, fotografie (tra cui una collezione di Polaroid mai viste in Europa) e sculture a rendere questo allestimento così speciale. E' proprio l'atmosfera che si respira per le sale di Palazzo Reale. Un silenzio quasi religioso che accompagna gli spettatori all'interno del percorso, quel tipo di silenzio carico di rispetto, che nasce dalla presa di coscienza dell'immensità di un'artista che, certo, si sapeva essere grande, ma mai così tanto. Un sapiente gioco di luci che, riflettendosi sulle pareti chiare, conferisce al luogo un'aura mistica, sacrale e rilassante, a contrasto con la forza espressiva e i colori fortemente pop delle tele. Una disposizione delle opere nello spazio che lascia respiro, di quelle che ti fanno dire, una volta arrivato alla fine: "Ma come, le ho già viste tutte?".
In sintesi, un allestimento che prende in parola la complessità dell'animo di Warhol, che di se stesso amava dire "sono una persona superficiale", a mascherare in realtà un animo curioso e attento ad indagare i misteri, le apparenze e i vizi della società.
 
Un Warhol poliedrico: pittore, fotografo, scultore, grafico, regista, appassionato di musica, ossessionato dalla fama, attento alla propria immagine - perfettamente descritto da una preziosa audioguida che raccoglie numerose citazioni e testimonianze dell'artista stesso. Perché è così, il miglior modo per conoscere la figura di Andy Warhol passa attraverso le sue stesse parole.


"What would you like your famous last words to be?"
"Goodbye" 
 
("Quali vorrebbe che fossero le sue ultime parole famose?"
"Arrivederci")
 
 
 
Vi consiglio con tutto il cuore di visitare questa mostra. Fatelo. Comprate il biglietto, entrate, lasciatevi trasportare ed innamoratevene. Offre un ritratto di Warhol tale per cui anche coloro che si autoproclamano intenditori ne rimarranno piacevolmente sorpresi.
 
Però vi consiglio anche, se avete tempo, di visitarla in coppia con quella di Pollock - anzi, possibilmente dopo quella sugli Irascibili -, perché l'una è funzionale ad una comprensione a 360° dell'altra. A tal proposito Palazzo Reale offre la possibilità di acquistare un biglietto cumulativo che permette di risparmiare qualche euro (€ 19 per l'intero e € 17 per gli aventi diritto a riduzione).
 
Maggiori informazioni su prezzi, orari e collezioni, le trovate sui siti ufficiali:
 
 
Serena

Liz #5
 
Trenta sono meglio di una
 
 
 
 
Self-portrait - Take out "GREEN"




 
Campbell's Soup Can (Chicken with rice)


 
 

3 commenti:

  1. Questa mostra ha convinto anche a me. Mi sono ritrovato nelle tue parole.
    Federico

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    1. Mi fa davvero piacere, Federico, ti ringrazio! Questa mostra è stata una grandissima sorpresa, sono contenta che ci sia qualcun altro che condivida il mio pensiero. :)
      Serena

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  2. da vedere dopo quella di Pollock, esatto.
    Monica

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