lunedì 13 gennaio 2014

Sorrentino trionfa anche oltreoceano: l'eccellenza del cinema italiano premiata dalla stampa estera

 
Svegliarsi questa mattina con la meravigliosa notizia della vittoria di Paolo Sorrentino e del suo "La grande bellezza" ai Golden Globe, nella categoria "Miglior film straniero", mi ha riempito il cuore di gioia.


 
 
Vi confesso che qualche lacrima di commozione, soprattutto di fronte a questo video, mi è scappata. Sarò sentimentale, cosa ci devo fare, ma in questo momento, in un'Italia che stenta a trovare una via d'uscita dal mare di fango in cui si trova immersa, notizie come questa fanno bene all'anima. Donano la speranza di un risollevamento, soprattutto in quel campo culturale che si è visto estremamente penalizzato dalla crisi, ma che, nonostante tutto, si dimostra ancora in grado di far sentire la propria voce, di essere ancora vivo e presente nel cuore degli italiani, e, soprattutto, di saper sfornare ancora rare perle di eccellenza.
Perché, in questo caso, proprio di eccellenza si tratta: a vincere il Golden Globe è "una metafora del declino italiano" - come ha definito il film il New York Times - narrata attraverso il sapiente occhio critico di un regista da sempre impegnato ad indagare vizi e virtù di un mondo contemporaneo corrotto dai suoi stessi sistemi. Quando il cinema italiano sembrava ormai morto, incapace di dare ancora qualcosa di grande al mondo su cui riflettere, Sorrentino arriva a spiazzare tutti, anche se stesso, con una vittoria in cui tutti speravano, ma che nessuno osava chiamare a gran voce, per un film che racconta con una certa umanità la decadenza italiana, partendo da quella Roma città eterna, "santuario di meraviglia e grandezza", che trasuda fascino dannunziano da ogni angolo.
 
Ma quello che di più bello c'è, a mio parere, in questa vittoria, è la meravigliosa dichiarazione d'amore che il regista fa al nostro paese, in chiusura del discorso di ringraziamento: "Grazie all'Italia, un paese pazzo, ma bellissimo". Perché, in fin dei conti, è davvero così. Avranno tanto da rimproverarci, da fuori, per il nostro essere così pieni di cliché popolari, terra di mafia, latin lover e sciocchi in grado di esaltarsi all'ennesima potenza per un pallone in porta. E noi stessi fatichiamo a trovare spazio in un'Italia distrutta da una crisi economica e di valori, futuro incerto per noi giovani allo sbaraglio ancora pieni di sogni, speranze e voglia di cambiare il mondo. Ma siamo forti di un orgoglio nazionale che fa invidia a molti, intriso proprio di quel temperamento colorato e gioioso che ci caratterizza, capace di tradursi nelle situazioni più disperate in solidarietà collettiva e, perché no, ottimismo.
 
E sia mai che di ottimismo si possa peccare, auspicando un Oscar per questo film straordinario.
 
S.
 
 
 
P.s. Come sapete, le candidature agli Oscar saranno comunicate il 16 gennaio, mentre la consegna delle statuette si terrà il 2 marzo. Nell'attesa, per scoprire tutti i vincitori dei Golden Globe di ieri sera, vi rimando al blog di Mara ("Meanings of Cinema - Sensi di cinema"), che avete già avuto modo di conoscere precedentemente in occasione della Mostra del Cinema di Venezia: http://sensidicinema.blogspot.it/2014/01/golden-globe-2014-i-vincitori-da-film.html
 


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