lunedì 17 giugno 2013

Nuovo colpo per l'Arte: chiude l'orchestra sinfonica greca





Nuova pugnalata al mondo dell’arte: chiude l’orchestra sinfonica greca. Il motivo? Sempre il solito: mancanza di fondi, dopo ben 75 anni di attività. Del resto non basta far cadere a pezzi il nostro passato, lasciando monumenti in balia di piogge e nevicate d’ignoranza, come non basta voler cacciare la Grecia dall’Unione Europea, proprio lei che ha posto le basi per la sua nascita. Sia provvedimenti esteri che iniziative politiche interne sembrano minare alla distruzione della nostra umanità, a ciò che ci identifica come essere umani: la nostra capacità di creare e comunicare attraverso forme d’arte.

Ma ci sono problemi più importanti da affrontare: come si fa in un momento di crisi a voler salvaguardare l’arte? È l’ultima delle preoccupazioni. La musica non fa certo diminuire lo spread!

In ogni caso, sarà che l’arte è universale, sarà che non ha limiti linguistici o di nazionalità, ma tutto il mondo si è stretto con un abbraccio di commozione attorno all’immagine della violinista in lacrime e alla corista consolata dalla collega. Un’immagine molto forte, accompagnata dalle note della sinfonia suonata dall’orchestra, trasmessa per l’ultima volta dalla tv statale Ert, ad Atene.
Durante l’inno nazionale lacrime e commozione sembrano lasciare spazio ad un momento di ripresa di lucidità e dignità, che sembra infondersi tra i musicisti (e non solo); l’atmosfera creata sembra quasi voler comunicare che, nonostante tutto, la Grecia non vuole arrendersi.


Ma a questo punto una domanda sorge spontanea: se si arrendesse la Madre dell’Europa, quanto ancora rimarrebbero in vita le nazioni da lei create? Per quanto ancora dovremmo lottare contro l’invincibile Dio dell’Economia, prima che ci distrugga del tutto?







Laura





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