sabato 7 settembre 2013

Il gesso del Canova distrutto e ormai irrecuperabile.



L


"Non basta attrarre molta gente perché una mostra venga considerata tale." Ho trovato questa frase per caso su Internet ed è stato inevitabile pensare a quanto accaduto a quel gesso del Canova andato distrutto durante il "trasloco" verso Palazzo Frumentario ad Assisi, dove il 10 agosto è stata inaugurata una mostra sul grande artista che, inutile dirlo, si è aperta nel segno del lutto.
Ma la disgrazia che ha visto protagonista "L'uccisione di Priamo" è solo l'ultima (e l'ennesima) di una lunga lista di sventure che vedono protagoniste prestigiose opere d'arte. Non è forse il caso di meditare, giunti a questo punto, su quanto siano rischiose queste operazioni di trasporto? A quale prezzo l'arte deve continuare a pagare la negligenza degli addetti ai lavori? E soprattutto, perché questa notizia, ormai vecchia di un mese, si è diffusa solo in questi giorni? Dove sono le autorità incaricate e i media quando serve buttare un occhio sulla difficile situazione di tutela del patrimonio artistico del Belpaese? Con che diritto proclamiamo ancora il primato delle bellezze artistiche mondiali se non siamo in grado di tutelarle?
Certo è che per un Canova che si frantuma e una Pompei che crolla, almeno a Roma si sono decisi a salvare il Colosseo. Finalmente.

S.




P.S. Vi lascio alcuni articoli su cui è bene meditare. Perché questa situazione non riguarda solo chi lavora ogni giorno sui beni culturali, ma è una riflessione che dovrebbe scuotere le coscienze degli italiani.







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