Milano, Banca Sistema Arte3 Ottobre 2013 - 30 Dicembre 2013
Percorro Via Senato con passo sostenuto. Raggiungo
l’incrocio con Corso Monforte e mi accoglie l’entrata illuminata di un elegante
palazzo, nel via vai di personaggi distinti e ben abbigliati.
Mi accingo a entrare e un gentile signore mi domanda il nome
che viene diligentemente cancellato dalla lista degli invitati; mi viene porto
un catalogo, un cameriere mi offre un bicchiere di spumante (confesserò a voi
la mia passione per i Vernissage di fine Settembre!?)
Il luogo in cui mi trovo è sede della Banca Sistema, che
ospita la mostra della giovane artista Sofia Cacciapaglia, nell’ambito del
progetto no- profit tramite cui si è scelto di dar vita a un progetto dedicato
all’Arte e al patrimonio creativo dei giovani artisti italiani. In tale
occasione vede protagoniste alcune opere di grandi dimensioni dell'artista:
corpi femminili sinuosi e generosi, dai colori luminosi e le linee fluenti.
Sofia Cacciapaglia è un’artista milanese che ha scelto di comunicare
il suo mondo interiore attraverso le figure dei suoi dipinti, i cui volti, come
lei stessa mi confida, sono un continuo autoritrarsi nel divenire qualcos’altro.
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| Olio su tela 213x153 2013 |
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| Olio su tela 206x208 2010 |
Il tema ricorrente è quello del corpo: le sue grandi figure
di donne sono primordiali, statuarie e al contempo sembrano richiamare un
presente mitico e sacro. Esse sono senza
nome, la loro identità si cela nei volti sensuali, ma dalla fragilità rivelata
dalla necessità del contatto: si sostengono l’una con l’altra, sfiorandosi e
intrecciando le loro membra.
Accanto ai soggetti femminili, alcuni quadri rappresentano
dei fiori, anch’essi dai colori essenziali del rosso e del bianco, dai contorni
sfumati, “forme carnali” che rimandano alla loro essenza umana, viva.
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| Dittico 2013 Olio su tela 250x250 |
I quadri di Sofia Cacciapaglia non hanno nome, ma accolgono e rassicurano coloro che le osservano e regalano con le loro sfumature, i contorni definiti, un calore nascosto e sorprendentemente inaspettato. Le forme sono imponenti ma nello stesso tempo leggere e silenziose, abitano uno spazio "irreale", fuori dal tempo in un ritorno al mondo classico dell’impalpabile.
Ecco che l’arte crea se stessa, nel diventare principio di
parola ed emozione, ma soprattutto di osservazione e comprensione che esula la
razionalità
Questo il motivo che mi spinge a scrivere delle “grandi”
tele di Sofia e invitarvi, anche come passanti distratti, a visitare la sua
mostra e raccontare quale visione, quei corpi dalle mezze tinte, possono
generare.
Giulia
In dettaglio:
http://www.sofiacacciapaglia.com
http://www.vogue.it/people-are-talking-about/vogue-arts/2013/10/sofia-cacciapaglia-la-personale








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