venerdì 21 febbraio 2014

"THE BOOK THIEF" (Storia di una ladra di libri)

La bellezza come strumento di sopravvivenza


Non so se avete avuto modo di vedere il film "The Book Thief", in italiano "Storia di una ladra di libri". A mio parere meraviglioso!

Lo sfondo storico del film è la seconda guerra mondiale. La protagonista è la giovane Liesel Meminger, ragazza che viene abbandonata dalla madre e adottata da Hans e Rosa Hubermann. Trasferita in una nuova città, Liesel viene presa in giro perché non sa leggere. Ma grazie alla grande curiosità, che caratterizza la bambina fin dalle prime scene, Lisiel impara a leggere e scrivere, anche grazie all'aiuto di Hans.
Con lo scoppio della guerra e la promulgazione delle leggi razziali, la quiete della famiglia viene sconvolta: i nazisti bruciarono tutti i libri che hanno "inquinato" la Germania, si scopre che la madre di Liesel è una comunista e proprio per questo motivo ha deciso di abbandonare il paese. Ad aggravare ancora la situazione è l'arrivo di un ebreo, Max, a casa della famiglia adottiva della ragazza; la famiglia decide di accoglierlo e di tenere la sua presenza segreta.
In questo clima di inumanità, violenza e squallore della guerra e dei totalitarismi, Lisiel ci insegna a non spegnere mai il fuoco della conoscenza e della bellezza, unici mezzi indispensabili per sentirsi parte del genere umano.

Ecco come l'attrice Emily Watson, interprete di Rosa Hubermann, parla del film:  "The book thief propone il valore della Cultura come strumento per conservare la propria sensibilità di esseri umani. E' uno strumento che permette di conoscere se stessi e il mondo, e di sviluppare una coscienza morale".

Sembra impossibile raccontare la Bellezza attraverso gli orrori della seconda guerra mondiale. “Storia di una ladra di libri”, con la magistrale regia di Brian Percival, convince lo spettatore a seguire proprio questa strada, unico mezzo per sconfiggere l’orrore, l’ignoranza e l’arrendevolezza, prerogative indispensabili per approdare ad eventi così tristi della nostra storia, come quelli che hanno caratterizzato l'ultimo secolo.

Questo film mi ha fatto riappropriare dell'importante concetto di cifra umana, che lo scrittore Tzvetan Todorov nel libro “Gli altri vivono in noi, e noi viviamo in loro” descrive così: <<abbiamo bisogno di conoscere la nostra cifra umana non soltanto perché la conoscenza in sé è motivo di gioia, o perché potremmo trarne alcuni vantaggi concreti, ma anche perché i valori dell’umanesimo, che permettono di orientare la nostra azione più a lungo termine, devono poggiare sui tratti costitutivi dell’identità umana>>.

Link del trailer http://www.youtube.com/watch?v=hoL_bnwWtoQ
Laura

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