Se soltanto una decina di giorni fa mi ero lasciata andare a sentimentalismi parlando dell'Edipo Re visto al Teatro Greco di Siracusa, purtroppo non posso fare altrettanto con l'Antigone di Cristina Pezzoli.
Tutto, in questo spettacolo, lascia a desiderare, anche all'occhio dello spettatore meno esperto: a partire dai costumi di Nanà Cecchi, di una banalità incredibile (le armature dei soldati sembravano le corazze che si costruiscono i bambini con il cartone per giocare...) fino ad arrivare - cosa ben più grave - alle scelte registiche.
Dando a Cesare quel che è di Cesare, c'è da riconoscere l'interessante scelta di aprire la recita con l'ombra di Giocasta che, dalla botola in proscenio, si fa voce narrante delle vicende precedenti a quella dell'Antigone. Premessa che, in un certo senso, fa sperare in uno spettacolo di un certo livello, nonostante le numerose recensioni negative ricevute dalla critica... Peccato che il pubblico abbia visto sfumare questa illusione con l'uscita di scena della brava Natalia Magni (nel ruolo della defunta regina di Tebe).
Ilenia Maccarrone, l'interprete di Antigone, fatica a sostenere il peso di una figura teatrale così complessa come quella della figlia di Edipo, eroina della tragedia classica, disposta a rischiare la vita pur di dar sepoltura al fratello, andando contro agli ordini di Creonte, sovrano di Tebe. Il personaggio messo in scena dalla Maccarrone manca totalmente di carattere: non segue un'evoluzione psicologica lungo la durata dello spettacolo, anzi, si contraddice spesso usando toni che si allontanano dal vero significato delle parole pronunciate. Prima si presenta forte, quasi sbruffona, ferma nella sua decisione di andare contro tutto e tutti, di lasciare prevalere la legge divina su quella umana; poi, improvvisamente, si pone di fronte al pubblico come una giovane donna vittima degli avvenimenti, piena di ripensamenti legati all'azione compiuta, che si nasconde dietro alla mano usata per dare sepoltura al fratello. A farle compagnia, in questo delirio di personalità, la sorella Ismene: Valentina Cenni non ha azzeccato un'entrata, sempre in ritardo sugli altri personaggi nel pronunciare le battute, completamente fuori tempo nell'uso della mimica corporea. Mi auguro fosse solo una serata no per lei, perché altrimenti ci sarebbe da domandarsi dove fosse la regista in tutto ciò.
Nonostante nessuno degli altri personaggi sia stato in grado di colpire il pubblico (parlo sempre di collettività perché, a fine spettacolo, abbiamo avuto modo di confrontarci con diverse persone del pubblico ed eravamo tutti concordi su quanto questo spettacolo non fosse stato all'altezza dell'onore di cui era stato insignito), dicevo, nonostante l'interpretazione mediocre degli altri personaggi, a dare il colpo di grazia è il coro. Con l'intento di riportare in auge il ruolo del coro greco, la Pezzoli ha messo in piedi un siparietto per nulla delizioso di vecchi tebani, donne in lutto e guardie reali intenti a muoversi in danze pseudo tribali tenendosi a braccetto e parlando all'unisono, con un effetto di monotonia garantito.
Ovviamente la colpa di un tale "disastro" non è imputabile alla sola regista, dato che si pensa che uno spettacolo di una tale portata, prima di essere messo in scena, passi sotto il vaglio accurato di un buon numero di esperti del settore. Ad ogni modo, però, la prova evidente di una falla nell'organizzazione registica sta nella figura del re Creonte, interpretato da Maurizio Donadoni, che ha ricoperto lo stesso ruolo anche nell'Edipo Re di Daniele Salvo. Vederlo in scena la sera prima e vederlo qui non ha sicuramente smentito le sue immense capacità attoriali, ma ha indubbiamente reso evidente come il lavoro con due registi differenti sia in grado di dar vita a caratteristiche e sfaccettature così distanti tra loro pur trattandosi dello stesso personaggio, e come, talvolta, sotto una regia sbagliata, anche il miglior interprete si possa trasformare in attore mediocre.
S.
P.S. Le fotografie qui sotto sono sempre mie, fortunatamente questa volta ero più vicino alla scena... Almeno ho potuto consolarmi con qualche bello scatto! ;)









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