Ieri ho avuto modo di leggere
su "Repubblica" questo articolo e il mio cuore ha sussultato per un
attimo e si è riempito di sentimenti contrastanti: c'era molta gioia, perché
finalmente qualcuno si è rimboccato le maniche e ha preso a cuore la situazione
disperata dei nostri siti archeologici, patrimonio storico e culturale
dell'intera Europa. D'altro canto ho provato molta rabbia e disgusto, per un'
Italia che non ce la fa, un' Italia che deve sottostare a ricercatori ed
esperti tedeschi, che deve abbassare la testa leggendo lo slogan del progetto "Sottrarre Pompei dal secondo seppellimento". Vi riporto l'articolo: a voi la lettura e
l'invito a lasciare pensieri, perplessità, dubbi, riflessioni a riguardo.
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/08/28/news/pompei_arrivano_i_tedeschi_gi_pronti_dieci_milioni-65396780/?ref=fbpr
"Parlerà
tedesco la salvezza di Pompei. Con 10 milioni di euro e con un team
superspecializzato di professori e ricercatori della Technische Universität di
Monaco di Baveria e dell'istituto Fraunhofer di Stoccarda, la Germania corre al
capezzale della città romana e mette in campo un robusto programma decennale di
restauri e di ricerca sui materiali antichi da utilizzare per la conservazione
del sito vesuviano.
"Conservare
Pompei per l'eternità", "Sottrarre
Pompei al secondo seppellimento" gli slogan usati dai ricercatori
bavaresi per sintetizzare il senso di un progetto internazionale, che vede
scendere in campo il top della scienza tedesca: da un lato il Fraunhofer, il
più grande centro di ricerca tecnica d'Europa, una corazzata di tecnologia e
innovazione, 22 mila dipendenti, finanziata dall'industria tedesca, oltre che
dal governo federale e dai land, con l'Istituto per la fisica delle
costruzioni, l'Ibp che ha sede a Stoccarda; dall'altro la Tum , Technische Universität
München, l'università numero 1
in Germania secondo la classifica annuale stilata a
Shanghai. Progetto definito, saranno inizialmente oltre una cinquantina gli
esperti impegnati a Pompei.
Il "Pompei
Sustainable Preservation Project", il Progetto Pompei per la conservazione
sostenibile, sarà sviluppato in dieci anni, partenza estate 2014. Terzo
promotore del progetto è l'Iccrom, il centro studi per il restauro affiliato
all'Unesco, che ha sede a Roma. Partner italiano è il Cnr che partecipa con l'Ibam, l'istituto per i
beni archeologici e monumentali di Catania.
"L'idea di
fare qualcosa per Pompei - racconta Ralf Kilian, capo del settore
restauro del Fraunhofer - venne dieci anni fa a me e all'archeologo
Albrecht Matthaei mentre lavoravamo nella città romana e vedevamo le rovine
disgregarsi sempre più. La cattedra di restauro della Tum di Monaco e il
professor Emmerling potranno introdurre nuovi concetti per la conservazione di
Pompei".
Gli istituti
coinvolti collaboreranno con la Soprintendenza per i beni archeologici di Pompei
e l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, per far divenire
Pompei un centro di ricerca sulla conservazione dell'architettura antica. Il
programma coinvolge anche la
School of geography and environment dell'Università di
Oxford, il Dipartimento di storia antica dell'Historicum della
LudwigMaximiliansUniversität Munchen (Lmu Munchen), il Deutsches Archäologisches
Institut (Dai) di Roma e l'Università di Pisa.
"Dobbiamo
curare questa eredità - ha spiegato Klaus Sedlbauer, direttore del
Fraunhofer - non soltanto per conservare l'antico, ma anche per
sviluppare il nuovo". Il programma dei lavori prevede di intervenire in
maniera completa su un'intera insula di Pompei. Si opererà in maniera
esemplare, con un restauro radicale, dai giardini fino alle coperture,
affrontando il problema delle acque piovane e sperimentando l'utilizzo di malte
antiche, adatte a resistere e a garantire condizioni di conservazioni ottimali
nel tempo.
"Oltre al
restauro a regola d'arte e alla messa in sicurezza duratura degli edifici
antichi - spiega il professor Erwin Emmerling della Tum di
Monaco - il team vuole sviluppare strategie e metodi innovativi per
prevenire un ulteriore decadimento. Questo significa anche creare nuovi sistemi
per edifici di protezione, e costruirli tutelando sia le rovine, sia i
visitatori, nonché allestire aree verdi compatibili con il valore storico degli
giardini antichi".
Oltre al team di
archeologi e restauratori che sarà impegnato tutto l'anno, dal 2015 è prevista
la nascita di una summer school per formare sul campo 510 persone all'anno. I
partner del "Pompei Sustainable Preservation Project" sono alla
ricerca di una società di raccolta sponsor o di un mecenate che garantisca la
prosecuzione negli anni del programma di restauri.
"Con questo
intervento - racconta il referente italiano del progetto, Daniele
Malfitana, direttore dell'Ibam Cnr - una nuova generazione di
ricercatori e restauratori provenienti da diversi paesi si confronterà con gli
esperti del settore e le best practices messe in campo per Pompei potranno così
essere impiegate in altri siti nel mondo"."
Laura

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